
Qualche giorno fa mi è stata inviata questa fotografia. L'ho guardata e li ho riconosciuti immediatamente: i cosiddetti Rope Worm, chiamati anche "vermi a corda".
E sai perché li ho riconosciuti? Perché li ho espulsi anch'io, durante un mio percorso antiparassitario.
Ne parlo anche in un video che ho dedicato proprio ai parassiti sul mio canale YouTube.
Se vuoi ascoltare anche quella parte della mia esperienza, puoi guardarlo qui: Rope Worm e parassiti intestinali il mio video su YouTube
Ma c'è una cosa che, da sempre, mi fa riflettere. Queste strutture vengono chiamate "Rope Worm", ma non sono attualmente riconosciute dalla parassitologia come una specie di parassita intestinale dimostrata. Eppure, nella mia esperienza personale, così come nelle fotografie e nelle testimonianze che mi vengono raccontate, queste strutture vengono osservate soprattutto durante percorsi antiparassitari, digiuni o protocolli di riequilibrio intestinale.
Ed è proprio qui che nasce la domanda che trovo più interessante: se durante un percorso antiparassitario vengono improvvisamente espulse strutture che assomigliano così tanto a dei vermi, che cosa stiamo realmente osservando?
La risposta più onesta, oggi, è: non lo sappiamo con certezza.
Ed è proprio questo che rende l'argomento così affascinante.
La teoria del "verme"
Nel 2013 Alex Volinsky e Nikolai Gubarev descrissero quello che chiamarono rope worm, o funis vermis. Secondo la loro ipotesi si tratterebbe di una struttura o di un organismo intestinale anaerobico, capace di attraversare differenti stadi di sviluppo. Gli autori descrissero infatti cinque diversi stadi, dalle forme più mucose fino alle strutture più lunghe e filamentose. Puoi leggere qui il lavoro originale del 2013
Una delle caratteristiche più curiose riguarda la presenza di bolle di gas all'interno della struttura. Secondo la teoria originale, queste bolle avrebbero persino un ruolo nel movimento del presunto organismo, attraverso una sorta di meccanismo di propulsione. Una teoria decisamente particolare, ma che non è stata dimostrata in modo definitivo.
E se fosse invece un biofilm?
Qui la questione diventa ancora più interessante. Una delle ipotesi alternative è che quello che viene chiamato "Rope Worm" non sia un singolo organismo, ma una matrice di biofilm, cioè una struttura mucosa nella quale possono trovarsi e interagire diversi microrganismi. Batteri, funghi, materiale cellulare, muco intestinale, residui presenti nell'intestino e sostanze prodotte dal metabolismo microbico potrebbero contribuire alla formazione di una struttura complessa.
In questa interpretazione non avremmo necessariamente un "verme" nel senso classico del termine, ma una matrice biologica organizzata, che può assumere una forma filamentosa o cordoniforme.
E quelle bolle?
Anche qui c'è un'altra possibilità che viene discussa. Nel nostro intestino avvengono continuamente processi di fermentazione microbica e alcuni microrganismi producono gas durante il loro metabolismo. Da qui nasce una domanda interessante: quelle bolle osservate all'interno delle strutture potrebbero essere collegate ai processi fermentativi dell'ambiente intestinale?
È una possibilità. Ma anche questa rimane, appunto, un'ipotesi.
E c'è persino chi parla di "slime mold"
Alcune teorie ancora più alternative hanno confrontato queste strutture con gli slime mold, organismi molto particolari capaci di organizzarsi e modificare la propria struttura. È una delle interpretazioni più speculative e non abbiamo prove sufficienti per considerarla una spiegazione del fenomeno. Però è interessante vedere quante letture diverse siano state proposte nel corso degli anni.
Alla fine, quindi, ci troviamo davanti a diverse possibilità:
un parassita?
Muco intestinale?
Un biofilm?
Una comunità di microrganismi?
Una struttura influenzata dalla fermentazione e dalla produzione di gas?
O qualcosa che ancora non abbiamo identificato correttamente?
La verità è che non abbiamo ancora una risposta definitiva.
E qui ritorna la mia esperienza personale.
Io posso parlare di ciò che ho visto. Li ho espulsi anch'io. E la cosa che mi ha sempre incuriosita è proprio il momento in cui sono comparsi: durante un percorso antiparassitario.
Oggi mi arrivano fotografie di persone che mi mostrano strutture molto simili e, anche in questi casi, mi raccontano di averle osservate durante questo tipo di percorso.
Ed è inevitabile che mi venga una domanda: se non è riconosciuto come un parassita, perché queste strutture vengono osservate così frequentemente proprio durante percorsi antiparassitari?
Io non ho una risposta definitiva e, sinceramente, preferisco lasciare aperta questa domanda piuttosto che dare una certezza dove una certezza ancora non esiste.
Perché una cosa è dire: "È sicuramente un parassita". Un'altra è dire: "È sicuramente soltanto muco".
Tra queste due affermazioni esiste ancora uno spazio enorme per l'osservazione, la ricerca e le domande.
Il nostro intestino è un ecosistema straordinariamente complesso.
Muco, microbiota, batteri, funghi, fermentazioni, gas, cellule intestinali, residui alimentari e moltissime altre interazioni avvengono continuamente al suo interno. E forse, quando incontriamo qualcosa che ancora non comprendiamo completamente, possiamo semplicemente fare tre cose: osservare, approfondire e continuare a farci domande.
Perché a volte una domanda interessante può essere l'inizio di una scoperta.
E allora ti lascio proprio con la domanda che ha accompagnato anche la mia ricerca:
SE NON È UN PARASSITA, ALLORA CHE COS'È?
Se anche tu hai avuto un'esperienza simile, rispondimi a questa email e raccontamela.
Mi interessa davvero sapere quante persone hanno osservato qualcosa di simile e soprattutto in quale circostanza è accaduto.
Con Amore e Gioia
Valentina